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Tra la questione meridionale e processo migratorio nella scuola, un comportamento punitivo che ha un perchè

Uno dei fenomeni più significativi e certamente più dimenticati, nell'ambito della emigrazione, che ha conosciuto l'Italia, è stato quello che ha riguardato la Calabria. Due i periodi di riferimento, che sono successivi comunque alla nascita del Regno d'Italia, quale quello 1871/1951 con 773 mila calabresi emigrati nelle Americhe, e 1951/1971 con 741 mila calabresi emigrati tra il nord Europa ed il Nord Italia (fonte Fondazione Migrantes - Servizio Migranti). Dunque 1 milione e 514 mila persone che hanno abbandonato la propria terra di origine, Le ragioni sono state variegate, principalmente collegate ad un sistema quale quello italiano che non è stato in grado di risolvere la questione meridionale ,che la stessa Italia ha se non cagionato certamente aggravato in modo decisivo, inesistenza di lavoro, criminalità organizzata sempre più diffusa e condizioni di vita difficili. Ora, la scellerata Legge del 13  luglio 2015 sulla scuola, con il noto piano delle assunzioni straordinario, rischia di comportare un nuovo fenomeno migratorio enorme, dal Sud verso il Nord. Si dice che al Sud ci sono troppi insegnanti. Sud che ha un problema sociale, economico e strutturale, e sarebbero necessarie delle misure straordinarie. Per esempio si potrebbe evitare questa nuova emigrazione di massa diminuendo in modo sostanziale il rapporto tra docenti e studenti nelle scuole del SUD, liberando così nuove cattedre e garantendo la permanenza nella propria località ai docenti meridionali. Docenti che per anni hanno lavorato nel loro Sud, come precari, coprendo diverse supplenze “lunghe”ed ora rischiano di essere sballottati nel lontano Nord. Processo migratorio che comunque interesserà anche i docenti del Nord, è difficile dire se questo potrà avvenire da Nord verso Sud, ma non è da escludere e su ciò ritornerò  a breve. 
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