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Ogni pretesto a Trieste è buono per attaccare gli sloveni, il caso del bando rilevatori Istat

Un bando pubblico di selezione per la formazione di una graduatoria di rilevatori e coordinatori statistici per il periodo 2015 2019, diventa, a Trieste, per i soliti soggetti noti, pretesto per attaccare gli sloveni. Chi parla di privilegi, chi di favoritismi, chi dice che verrebbero sfavoriti i triestini. Premesso che gli sloveni che vivono a Trieste sono a tutti gli effetti triestini, cittadini di Trieste, e questo forse a qualcuno maliziosamente sfugge, il problema di fondo a Trieste rimane che la comunità slovena non è tutelata a dovere, vedi il caso del Tartini, di cui il famigerato ddl sulla scuola ha sancito de facto la morte della sezione autonoma con lingua di insegnamento slovena del conservatorio di musica, sezione in modo incomprensibile mai nata, ad esempio, vedi la non piena applicazione della normativa nazionale in materia di tutela della minoranza slovena, vedi il fatto che in tutte le scuole lo sloveno andrebbe insegnato in via obbligatoria, ma così non è. E dire, o lasciare intendere che nei confronti degli sloveni sussistano dei privilegi è una indecenza, specialmente alla luce della pulizia etnica che hanno subito qui per mano della brava gente nazionalista italiana. Quali sono i requisiti del noto bando? Che tra le altre cose è scaduto il 4 luglio? E le cui critiche arrivano a dieci giorni di distanza dalla chiusura? Avere la cittadinanza italiana; oppure avere la cittadinanza di stati appartenenti all'Unione Europea con adeguata conoscenza della lingua italiana; oppure avere la cittadinanza di paesi terzi e trovarsi in una delle condizioni di cui all’art. 38 del D.lgs. n. 165 del 30.3.2001, come modificato dall’art. 7 della L. 6.8.2013, n. 97 (esempio: permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo, status di rifugiato, o essere familiare, con diritto di soggiorno, di cittadino UE) con adeguata conoscenza della lingua italiana. Dunque l'adeguata conoscenza della lingua italiana è il primo elemento determinante. Poi vi sono altri elementi di valutazione, come aver maturato esperienze documentabili come rilevatore statistico, addetto alle ricerche di mercato, addetto ricerche socio-economiche, rilevatore o coordinatore di censimento nella tornata censuaria del 2011 ; essere studente/ssa, casalinga/o, disoccupata/o, cassa integrata/o o lavoratrice/ore atipico o con contratto a tempo determinato, part-time per un massimo di 18 ore settimanali; laurea o diploma universitario (solo per i rilevatori) laurea in statistica (per i rilevatori e i coordinatori) titoli post-laurea attinenti all'attività da svolgere; conoscenza ed uso di strumentazioni informatiche conoscenza documentata della lingua slovena scritta e parlata ecc. Si legge anche che i titoli post laurea comportano un punteggio aggiuntivo di 1 punto, la conoscenza documentata della lingua slovena scritta e parlata comporta un punteggio aggiuntivo di 7 punti, che verrà attribuito un punteggio pari a 5 punti per essere studente, casalinga, disoccupato, cassa integrato o lavoratore atipico o con contratto a tempo determinato part-time per un massimo di 18 ore settimanali e che a parità di titolo di studio precederà il candidato con il miglior punteggio di laurea o di diploma universitario e, in caso di ulteriore parità, con la minore età anagrafica. Il Comune altro non ha fatto che recepire indicazioni nazionali, nessun favoritismo. Forse, invece di lagnarsi, alcuni politicanti, farebbero bene ad attivarsi perché lo sloveno possa essere conosciuto dai più, e questo sì che sarebbe un bel gesto di integrazione e di civiltà e di grande valenza culturale.



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