Passa ai contenuti principali

A Gorizia continua la lotta contra la scuola azienda renziana



Gorizia è in fermento, in movimento. Una Gorizia che forse non ti aspetti, una Gorizia che alza la testa quando deve farlo per non chinarsi nei confronti di chi mina principi fondamentali per la nostra Costituzione. Così è stato il 23 maggio, nel giorno della grande manifestazione antifascista ed antimilitarista, così continua ad essere per la difesa di quello che è rimasto della nostra scuola pubblica. Presidi diversificati, assemblee, dibattiti, docenti, studenti, cittadini preoccupati per quella riforma, ora giunta al Senato che aziendalizza la scuola italiana, compromette totalmente la libertà d'insegnamento, cuore della professione docente e bene primario costituzionale, gerarchizza i ruoli all'interno della scuola e anziché risolvere il problema del precariato, creato da questo sistema, semplicemente elimina i precari negando loro, dopo anni ed anni di lavoro, sacrifici e passioni ed anche dopo aver sostenuto costi elevati, il diritto di poter continuare ad esercitare il proprio lavoro all'interno della scuola. Di tutto questo e non solo se ne parlerà giovedì 4 giugno a Gorizia ai giardini pubblici di Corso Verdi alle ore 17.30. Questo l'appello breve ma efficace degli organizzatori: “Cittadini, il governo vuole una legge contro la scuola, contro la scuola pubblica. Ma noi possiamo ancora fermarlo!Incontriamoci e parliamone insieme: studenti, genitori, docenti, Ata e chiunque abbia a cuore le sorti della scuola pubblica come irrinunciabile bene comune!”.

Commenti

Post popolari in questo blog

"Qua semo a Trieste e no se parla s'ciavo, qua se parla triestin e italian"

"Qua semo a Trieste e no se parla s'ciavo, qua se parla triestin e italian". Non mi sorprende la denuncia effettuata sul Piccolo di Trieste e pubblicata come lettera del giorno. Solo che questa volta chi ha subito tale aggressione verbale razzista ha avuto il coraggio di prendere carta e penna e scrivere e denunciare pubblicamente quanto accaduto. Diverse volte per i muri di Trieste sono apparse scritte che riportavano quel concetto bestiale e puntualmente e giustamente venivano rimosse. Ma non mi sorprende, perchè ciò in linea con i tempi. Tempi dove se un reato viene compiuto da un migrante viene percepito socialmente come più deprecabile rispetto a quello compiuto da un comune cittadino italiano. Tempi dove l'omofobia è una normalità, dove un Gay pride non può passare per ragioni di opportunità innanzi ad un Duomo, tempi dove qualcuno propone processioni riparatorie per sanare il peccato della marcia dell'amore del Gay pride.  Tempi dove ritornano i pregiudiz…

La nuova strage di migranti nel Mediterraneo era prevedibile e forse anche voluta nel nazismo del terzo millennio

Lo si sapeva. Lo si sapeva che in tarda primavera sarebbero ripresi gli sbarchi dalla Libia. Con i soliti schemi, metodi. Tutto era prevedibile, conoscibile. E qui la chiusura criminale della rotta balcanica non c'entra nulla. Viviamo in una società dove il più grande crimine di guerra mai compiuto e mai punito, quale il lancio delle bombe atomiche sul Giappone, viene quasi giustificato. Senza quelle bombe non sarebbe finita la seconda guerra mondiale, si dice. E per questo non si deve chiedere scusa. Sono certo che se quelle bombe le avesse lanciate la Russia, oggi si racconterebbe una storia diversa. Ma il mondo funziona così. L'Europa, costituita da Paesi ricchi, si chiude per non essere contaminata dalle razze inferiori. Sì, parlo di razze, si parlo di inferiori. Perché? Perché il fantomatico sentimento razzista di paura, trova in realtà il proprio fondamento in quel concetto di superiorità della razza pura del terzo millennio, che non deve essere intaccata dai poveracci …

A Gorizia si vuole chiudere la Commissione Territoriale? Bene. Allora chiudiamo anche Prefettura,Questura e Tribunale

Le Commissioni Territoriali sono gli organi deputati all’esame delle domande di protezione internazionale ed ospitare una simile struttura dovrebbe essere un grande onore vista la delicatezza e l'importanza delle questioni che tende ad affrontare. Ma a Gorizia non è così. E' stata percepita come un fastidio e dunque depotenziata. E' ovvio che se una città ospita una simile struttura vedrà una maggiore concentrazione di richiedenti asilo. Non è che scelgono Gorizia perchè è come Londra, Parigi o Berlino, visto che Gorizia non è neanche l'ombra di queste capitali. Ma per necessità. Una città che non si è mai strutturata per gestire tale situazione dove l'omissione di soccorso nei confronti dei migranti è diventata la normalità, dove si è abusato del sistema del volontariato. La politica dell'accoglienza diffusa è clamorosamente fallita nell'Isontino, anche per deboli ed inconsistenti politiche provinciali in materia ed anche regionali.  Eppure quella dell…