Passa ai contenuti principali

Con la responsabilità civile per i parlamentari la "buonascuola" sarebbe ora in fase di approvazione?

Quante le leggi nefaste ed incostituzionali in Italia? Quanti i provvedimenti lesivi dei diritti dei lavoratori, delle lavoratrici, dei diritti civili?  Pensiamo anche alla questione immigrazione, ma anche ai problemi sociali, alla scuola. Insomma è evidente che il così detto legislatore ha delle responsabilità importanti che incidono sulla vita quotidiana di milioni di cittadini di questo Paese. Il punto è che per gli errori commessi non pagano, non pagano, spesso neanche politicamente. Visto che una sorta di responsabilità civile è stata introdotta per la magistratura, così come miriadi di responsabilità sussistono per liberi professionisti, e comuni lavoratori, non si comprende perché anche il legislatore, ovvero i singoli parlamentari non debbano rispondere economicamente per i danni cagionati ai cittadini, al Paese, durante il loro mandato e per i provvedimenti votati, deliberati, approvati, dai quali possono derivare violazioni di norme costituzionali e comunitarie. La riforma sulla scuola, in fase di approvazione al Parlamento, proposta da un Governo che non deriva da alcun processo democratico elettorale, in un Parlamento che vede parte dei suoi componenti essere illegittimi, stante la nota pronuncia della Corte Costituzionale, accade che si rivoluziona l'assetto fondamentale, basilare, della società civile, la scuola, e poi senza aver avuto e ricevuto alcun mandato democratico per attuare ciò.
Riforma nei confronti della quale si sono scagliati fiumi indomabili di dissensi, fittiziamente ascoltati, riforma che mina la libertà d'insegnamento, che aziendalizza la scuola, poiché la si struttura, a partire dal piano triennale, organico dell'autonomia, albo territoriale, potere manageriale del dirigente, apertura alle realtà economiche del territorio, come una normale azienda. Una riforma che probabilmente aprirà, qualora approvata, una miriade colossale di contenziosi, giudiziari e non solo. Chi vota leggi che verranno definite come incostituzionali, illegittime, che si scontrano con principi fondamentali della nostra Carta Costituzionale o principi Comunitari, deve pagare, pagare tramite la responsabilità civile. Questo, in Italia, pare essere l'unico modo affinché leggi definite come porcate, non abbiano più luogo. Certo, si dirà, che la responsabilità civile per il legislatore, significa legare lo stesso ad un vincolo che rischia di minarne la libertà, l'autonomia. E perché per i magistrati, chiamati ad applicare la Legge, interpretare la Legge, ad imporre la Giustizia, a garantire la Giustizia, le cose devono essere valutate in modo diverso? Anzi, proprio perché la responsabilità civile sussiste per i magistrati, oggi, non ci sono più alibi perché questa non possa e non debba sussistere anche per il legislatore, che ha perso indipendenza ed autonomia da tempo immemore. Sono certo che con la responsabilità civile per i parlamentari, certamente oggi in Parlamento non ci sarebbe questo testo della riforma  tanto odiato e respinto dalla maggioranza assoluta della comunità scolastica, che vede molti deputati essere bravi manzoniani della scuola. 

Commenti

Post popolari in questo blog

"Qua semo a Trieste e no se parla s'ciavo, qua se parla triestin e italian"

"Qua semo a Trieste e no se parla s'ciavo, qua se parla triestin e italian". Non mi sorprende la denuncia effettuata sul Piccolo di Trieste e pubblicata come lettera del giorno. Solo che questa volta chi ha subito tale aggressione verbale razzista ha avuto il coraggio di prendere carta e penna e scrivere e denunciare pubblicamente quanto accaduto. Diverse volte per i muri di Trieste sono apparse scritte che riportavano quel concetto bestiale e puntualmente e giustamente venivano rimosse. Ma non mi sorprende, perchè ciò in linea con i tempi. Tempi dove se un reato viene compiuto da un migrante viene percepito socialmente come più deprecabile rispetto a quello compiuto da un comune cittadino italiano. Tempi dove l'omofobia è una normalità, dove un Gay pride non può passare per ragioni di opportunità innanzi ad un Duomo, tempi dove qualcuno propone processioni riparatorie per sanare il peccato della marcia dell'amore del Gay pride.  Tempi dove ritornano i pregiudiz…

La nuova strage di migranti nel Mediterraneo era prevedibile e forse anche voluta nel nazismo del terzo millennio

Lo si sapeva. Lo si sapeva che in tarda primavera sarebbero ripresi gli sbarchi dalla Libia. Con i soliti schemi, metodi. Tutto era prevedibile, conoscibile. E qui la chiusura criminale della rotta balcanica non c'entra nulla. Viviamo in una società dove il più grande crimine di guerra mai compiuto e mai punito, quale il lancio delle bombe atomiche sul Giappone, viene quasi giustificato. Senza quelle bombe non sarebbe finita la seconda guerra mondiale, si dice. E per questo non si deve chiedere scusa. Sono certo che se quelle bombe le avesse lanciate la Russia, oggi si racconterebbe una storia diversa. Ma il mondo funziona così. L'Europa, costituita da Paesi ricchi, si chiude per non essere contaminata dalle razze inferiori. Sì, parlo di razze, si parlo di inferiori. Perché? Perché il fantomatico sentimento razzista di paura, trova in realtà il proprio fondamento in quel concetto di superiorità della razza pura del terzo millennio, che non deve essere intaccata dai poveracci …

A Gorizia si vuole chiudere la Commissione Territoriale? Bene. Allora chiudiamo anche Prefettura,Questura e Tribunale

Le Commissioni Territoriali sono gli organi deputati all’esame delle domande di protezione internazionale ed ospitare una simile struttura dovrebbe essere un grande onore vista la delicatezza e l'importanza delle questioni che tende ad affrontare. Ma a Gorizia non è così. E' stata percepita come un fastidio e dunque depotenziata. E' ovvio che se una città ospita una simile struttura vedrà una maggiore concentrazione di richiedenti asilo. Non è che scelgono Gorizia perchè è come Londra, Parigi o Berlino, visto che Gorizia non è neanche l'ombra di queste capitali. Ma per necessità. Una città che non si è mai strutturata per gestire tale situazione dove l'omissione di soccorso nei confronti dei migranti è diventata la normalità, dove si è abusato del sistema del volontariato. La politica dell'accoglienza diffusa è clamorosamente fallita nell'Isontino, anche per deboli ed inconsistenti politiche provinciali in materia ed anche regionali.  Eppure quella dell…