Passa ai contenuti principali

Cent'anni fa l'Italia condannò a morte milioni di persone


Oltre 650 mila soldati italiani caduti, circa 650 mila furono quelli dell'esercito austro-ungarico sul fronte italiano, combattendo contro gli italiani, per non parlare dei morti civili in Italia oltre 500 mila per gli effetti della guerra, oltre un milione i feriti e 700 mila invalidi. Una strage che ha annientato in colpo solo secoli di convivenza tra diversi popoli.
Il tuo vicino di casa, ora, era il tuo nemico.
Perché così è stato deciso tra acclamazioni, urla, esaltazioni, nelle stanze della Roma imperiale, seguace di quel risorgimento sanguinario male e cancro di questo Paese, perché da quel momento nulla sarà come prima.

Una strage che venne acclamata consapevolmente, con il grido viva l'Italia, quando nel 20 maggio del 1915 la Camera, conferirà al Re poteri straordinari in caso di guerra, sancendo di fatto l'effettiva entrata in guerra dell'Italia contro i propri alleati , che verrà formalizzata il 23 maggio ed il 24 maggio del 1915 ci sarà il primo colpo esploso contro il nemico, che fino a pochi giorni prima era alleato. Morte, sangue, distruzione. Nessuna esaltazione, celebrazione, può oggi ed in questi giorni trovare luogo,o meglio non dovrebbe, perché così non sarà. Vi è la necessità di sigillare l'orgoglio nazionale, sul sangue e la pelle, sulla morte e lo strazio di milioni di persone condannate a morte per l'atto scellerato dell'Italia che ben avrebbe potuto mantenere lo stato di neutralità ma ciò non accadde. Cadde l'umanità in quella macelleria umana. Lutto e critica, lutto e condanna, lutto e consapevolezza, altro che inni, staffette o parate e manifestazioni in stile da ventennio. Una notte buia ha attraversato il cielo d'Italia in questo centenario. Luci spente, vento e violento silenzio. Piove qui nel lontano nord est, tra Gorizia e Trieste, piove. Città sconosciute ai più quel 1915, partirono per combattere una guerra senza sapere il perché la si combatteva, per cosa. Gorizia e Trieste cosa voi siete? Reticolati, trincea, fango e puzza di morte. Si conviveva con la morte, tanto che non si capiva più la differenza tra l'essere vivi e morti. Una confusione tra vita e morte che ha partorito una bestialità immane, eroi. Ma quali eroi. Strappati dalle loro terre, dalle braccia delle loro madri, mogli, famiglie. Non volevano essere eroi. Non volevano la guerra. Ma combatterono una guerra e divennero eroi senza averlo mai chiesto e voluto. Chi osava la fuga, veniva fucilato, punito, recluso. La terra vi è sempre stata, l'uomo, invece, no. Cent'anni fa l'Italia condanno a morte milioni di persone, italiani che persero la vita per l'Italia, austriaci ed ungheresi che persero la vita per colpa delle armi italiane, crimine contro l'umanità che aprirà le porte ad altri crimini, a quel cancro che ancora oggi non è stato pienamente estirpato, il fascismo.
Marco Barone

Commenti

Post popolari in questo blog

La nuova strage di migranti nel Mediterraneo era prevedibile e forse anche voluta nel nazismo del terzo millennio

Lo si sapeva. Lo si sapeva che in tarda primavera sarebbero ripresi gli sbarchi dalla Libia. Con i soliti schemi, metodi. Tutto era prevedibile, conoscibile. E qui la chiusura criminale della rotta balcanica non c'entra nulla. Viviamo in una società dove il più grande crimine di guerra mai compiuto e mai punito, quale il lancio delle bombe atomiche sul Giappone, viene quasi giustificato. Senza quelle bombe non sarebbe finita la seconda guerra mondiale, si dice. E per questo non si deve chiedere scusa. Sono certo che se quelle bombe le avesse lanciate la Russia, oggi si racconterebbe una storia diversa. Ma il mondo funziona così. L'Europa, costituita da Paesi ricchi, si chiude per non essere contaminata dalle razze inferiori. Sì, parlo di razze, si parlo di inferiori. Perché? Perché il fantomatico sentimento razzista di paura, trova in realtà il proprio fondamento in quel concetto di superiorità della razza pura del terzo millennio, che non deve essere intaccata dai poveracci …

Togliatti: "tutte le campagne circa le persecuzioni degli italiani in Jugoslavia sono calunnie e menzogne"

Togliatti nella prima pagina dell'Unità del 7 novembre 1946, racconta il suo viaggio a Belgrado e l'incontro con il Maresciallo Tito. "Il Maresciallo Tito mi ha dichiarato di essere disposto a consentire che Trieste appartenga all'Italia, cioè sia sotto la Sovranità della Repubblica italiana qualora l'Italia consenta di lasciare Gorizia alla Jugoslavia, città che anche secondo i dati del nostro ministero degli esteri è in prevalenza slava. La sola condizione che il Maresciallo Tito pone è che Trieste riceva in seno alla Repubblica italiana uno statuto autonomo effettivamente democratico che permetta ai triestini di governare la loro città ed il loro territorio secondo principi democratici". Alla domanda, cosa pensava di questa proposta, Togliatti, rispose: io penso che è ora di smetterla di servirsi della questione triestina per seminare discordia tra due popoli i quali sono entrambi popoli di lavoratori che debbono collaborare nel modo più stretto allo scop…

Il concerto di Trieste per la sofferenza degli innocenti ed il discorso assurdo di Arguello al Family Day

Domenica 25 giugno, alle ore 20.30, piazza Unità d’Italia, ospiterà il concerto “La sofferenza degli innocenti”, organizzato da Diocesi, Comunità Ebraica e il Comune di Trieste. Si legge che "composta da Kiko Argüello, iniziatore del Cammino Neocatecumenale, l'opera sinfonico-catechetica presenta la sofferenza di una madre ebrea, Maria di Nazareth, che vede uccidere suo figlio, una sofferenza inaudita che le attraversa l'anima, una spada, un dolore assimilato a quello di ogni madre davanti alla morte dei propri figli, vittime innocenti in tanti campi di concentramento come Auschwitz, Majdanek, Mauthausen, Treblinka, Trieste." Tutti coloro che parteciperanno a quel concerto dovrebbero avere ben ferme nella mente le parole assurde pronunciate da Argüello nel suo discorso, al Family day del 2015 a Roma,  tra le altre cose applaudito, con uno striscione enorme alle spalle con scritto "stop gender nelle scuole". Una riflessione che nasce sul femminicidio e da un…