Passa ai contenuti principali

Dallo squadrismo dato a chi contesta alle falsità sulla non privatizzazione della scuola pubblica



Il Ministro dell'Istruzione ha liquidato, come "squadristi" docenti, studenti ed attivisti, che a Bologna, in modo rumoroso, hanno osato contestarla. Dice di essere esperta di linguistica. Cosa dice il vocabolario Treccani sul concetto di squadrismo? " (...) L’organizzazione, l’impiego e l’attività di squadre d’azione, a fini politici di parte e intimidatorî. In partic., il fenomeno politico-sociale verificatosi in Italia dal 1919 al 1924, consistente nella violenza armata esercitata da squadre contro le organizzazioni avverse e i loro aderenti, sotto la giustificazione di una presunta carenza dei poteri pubblici". Dunque ha dato dei fascisti (?) a docenti, studenti ed attivisti, che a colpi di pentole e vivaci proteste, legittime nell'ambito del quadro democratico, hanno espresso tutte le loro preoccupazioni in relazione alla disastrosa riforma nota come #buonascuola? Da parte di un Ministro della Repubblica Italiana ci si deve aspettare un tono ed un linguaggio diverso. Accuse così faziose dovrebbero, da parte del Governo in carica, sollecitare una rimozione di quel Ministro dalle sue funzioni, per rispetto di chi protesta, di chi lavora nella scuola e manifesta tutte le sue legittime preoccupazioni.  Ma il Ministro dell'istruzione ha detto anche che loro non privatizzano nulla, in merito alla scuola e che non danno soldi alle paritarie.
Falso sia il primo caso, che il secondo caso.
Come funzionano, in linea di massima, le aziende? Il piano industriale, definito anche business plan, è il documento più importante per l'azienda, con il quale, sia dal punto di vista qualitativo, che quantitativo, si definiscono le strategie competitive dell'azienda, gli scopi, gli obiettivi strategici, per vendere il proprio prodotto, attirare clientela ed incrementare il profitto. I piani industriali, di norma, hanno una durata non inferiore ai tre anni e non superiori ai cinque anni, ma la maggior parte hanno durata triennale. Una volta definito il piano industriale, chiaramente l'azienda dovrà adeguare il proprio organico, che dovrà essere funzionale a soddisfare gli obiettivi come definiti nel piano industriale. Il personale verrà assunto, od a termine, od a tempo indeterminato, attingendo principalmente dal territorio, dagli uffici di collocamento territoriale od attingendo dalle note agenzie di somministrazione, anche perché il legame con il territorio è fondamentale. Ebbene, tutto ciò ricorda qualcosa?  Andando a leggere la riforma sulla #buonascuola, le analogie tra piano triennale, organico funzionale, ed albo territoriale, con tutto quello che ora ho sinteticamente enunciato sono incredibilmente consistenti. Le scuole diventeranno aziende, funzioneranno come le aziende, con parole d'ordine chiare, quali produttività, efficienza, competitività, profitto, meritocrazia funzionale alla concorrenza per sfornare non più cittadini, ma lavoratori . E' pacifico che in tale sistema la libertà d'insegnamento non ha più ragione di esistere, perché sarà semplicemente condizionata dalle esigenze del mercato, ergo da chi finanzierà la scuola per soddisfare gli obiettivi del piano triennale che dovranno essere determinati aprendo le scuole a soggetti terzi, quali imprese,e privati. Non è demagogia, ma una constatazione, scioccante forse per alcuni aspetti, ma ad oggi, siamo ad un passo dall'approvazione di una riforma che chiuderà definitivamente il ciclo della scuola pubblica per aprire il ciclo della scuola azienda con partecipazione mistra tra pubblico e privato.

Per la questione soldi alle paritarie, in verità nel DEF è previsto un miliardo di euro per le scuole paritarie da distribuire in cinque anni.

Marco Barone 

Commenti

Post popolari in questo blog

"Qua semo a Trieste e no se parla s'ciavo, qua se parla triestin e italian"

"Qua semo a Trieste e no se parla s'ciavo, qua se parla triestin e italian". Non mi sorprende la denuncia effettuata sul Piccolo di Trieste e pubblicata come lettera del giorno. Solo che questa volta chi ha subito tale aggressione verbale razzista ha avuto il coraggio di prendere carta e penna e scrivere e denunciare pubblicamente quanto accaduto. Diverse volte per i muri di Trieste sono apparse scritte che riportavano quel concetto bestiale e puntualmente e giustamente venivano rimosse. Ma non mi sorprende, perchè ciò in linea con i tempi. Tempi dove se un reato viene compiuto da un migrante viene percepito socialmente come più deprecabile rispetto a quello compiuto da un comune cittadino italiano. Tempi dove l'omofobia è una normalità, dove un Gay pride non può passare per ragioni di opportunità innanzi ad un Duomo, tempi dove qualcuno propone processioni riparatorie per sanare il peccato della marcia dell'amore del Gay pride.  Tempi dove ritornano i pregiudiz…

La nuova strage di migranti nel Mediterraneo era prevedibile e forse anche voluta nel nazismo del terzo millennio

Lo si sapeva. Lo si sapeva che in tarda primavera sarebbero ripresi gli sbarchi dalla Libia. Con i soliti schemi, metodi. Tutto era prevedibile, conoscibile. E qui la chiusura criminale della rotta balcanica non c'entra nulla. Viviamo in una società dove il più grande crimine di guerra mai compiuto e mai punito, quale il lancio delle bombe atomiche sul Giappone, viene quasi giustificato. Senza quelle bombe non sarebbe finita la seconda guerra mondiale, si dice. E per questo non si deve chiedere scusa. Sono certo che se quelle bombe le avesse lanciate la Russia, oggi si racconterebbe una storia diversa. Ma il mondo funziona così. L'Europa, costituita da Paesi ricchi, si chiude per non essere contaminata dalle razze inferiori. Sì, parlo di razze, si parlo di inferiori. Perché? Perché il fantomatico sentimento razzista di paura, trova in realtà il proprio fondamento in quel concetto di superiorità della razza pura del terzo millennio, che non deve essere intaccata dai poveracci …

A Gorizia si vuole chiudere la Commissione Territoriale? Bene. Allora chiudiamo anche Prefettura,Questura e Tribunale

Le Commissioni Territoriali sono gli organi deputati all’esame delle domande di protezione internazionale ed ospitare una simile struttura dovrebbe essere un grande onore vista la delicatezza e l'importanza delle questioni che tende ad affrontare. Ma a Gorizia non è così. E' stata percepita come un fastidio e dunque depotenziata. E' ovvio che se una città ospita una simile struttura vedrà una maggiore concentrazione di richiedenti asilo. Non è che scelgono Gorizia perchè è come Londra, Parigi o Berlino, visto che Gorizia non è neanche l'ombra di queste capitali. Ma per necessità. Una città che non si è mai strutturata per gestire tale situazione dove l'omissione di soccorso nei confronti dei migranti è diventata la normalità, dove si è abusato del sistema del volontariato. La politica dell'accoglienza diffusa è clamorosamente fallita nell'Isontino, anche per deboli ed inconsistenti politiche provinciali in materia ed anche regionali.  Eppure quella dell…