Passa ai contenuti principali

Un dossier “Sui banchi del Regime” ed alcune note di riflessione sulla scuola fascista

Il CESP ( sezione di Bologna), Centro Studi per la Scuola Pubblica, nato nel 1999 per iniziativa di lavoratori della scuola di area Cobas, pubblica, gratuitamente, un piccolo ma importante dossier, i cui testi uscirono già nel numero 223 (gennaio 2014) della rivista Reggiana “Pollicino gnus”. Gli interventi saranno di Piero Fossati, Gianluca Gabrielli, Alberto Gagliardo, Fabio Targhetta. Si partirà con una declinazione ove l'oggetto ed il soggetto, nome e "verbo" sarà Mussolini e l'Italia e la venerazione che si doveva riservare allo stesso, amandolo e solo chi amava Mussolini poteva essere definito come “bravo ragazzo”. Ci sono voluti 75 anni a Trieste per avere una targa che ricordasse l'infamia dell'annuncio della proclamazione delle Leggi Razziali, ciò a dimostrare che occorre tempo, tanto tempo per rielaborare e prendere pienamente coscienza di ciò che è stato il fascismo nel suo complesso e la scuola è stata la “prima vittima” non casuale di tutto ciò. Si affronteranno con efficacia non solo l'aspetto della militarizzazione della scuola, il modo in cui è variata nella sua omologazione la didattica, ma anche quelle sfumature che hanno, a colpi di colore, illustrazioni e temi determinati e determinanti plasmato la mente di milioni di persone. Si parlerà della giornata del moschetto,del patriottismo bellico, si ricorderanno i tanti pellegrinaggi organizzati a colpi di circolari, da quello nazionale studentesco attraverso i luoghi del Martirio e della Gloria, al terzo anniversario della Marcia su Roma, ma anche gesti ridondanti che avranno il compito di saldare la fisicità dell'individuo all'autoritarismo del fascismo, come il saluto alla bandiera, il saluto romano fascista nelle scuole e così via discorrendo. Pagella, propaganda, politicizzazione dell'infanzia, la “cultura” militare l’uso spregiudicato di colori, illustrazioni e simboli saranno alcuni degli aspetti affrontati in questo dossier che ovviamente non può lasciare indifferenti e colpisce molto quando scriverà Piero Fossati : “il pensionamento dei vecchi maestri liberò posti e diede a Gentile la possibilità di indire in tempi rapidissimi (nella primavera del 1923 gli scritti, in autunno gli orali) un megaconcorso: 22.000 domande di ammissione 4792 promossi, pari a circa il 5,5% dell’intera popolazione magistrale (stando alle statistiche elaborate da Lombardo-Radice proprio nel 1923, ma riferite alla situazione del 1921, raggiungeva complessivamente le 86.366 unità), risultato limitato in termini numerici ma apprezzato da Gentile per il quale un successo di massa avrebbe avuto il sentore di inutile conformismo: i prescelti davano garanzia di fedele adesione per i successivi quarant’anni”. Gianluca Gabrielli ricorderà che “l’oggetto cui questi materiali di riflessione rivolgono lo sguardo è il fascismo, il regime che varò una legislazione razzista e antisemita, discriminò ebrei e africani, perseguitò chi non si piegava al razzismo di Stato e partecipò attivamente alla deportazione degli ebrei verso lo sterminio. In particolare si è scelto di puntare i riflettori storici sulla scuola del regime, soprattutto quella elementare, che si avviava ad accogliere percentuali della popolazione italiana sempre più ampie e che quindi funzionò come un potentissimo dispositivo di educazione (e indottrinamento) delle classi popolari”. Nel tempo ove si vuole lo scontro tra civiltà, tra Oriente ed Occidente, ove ognuno rivendica la superiorità dei propri precetti e dogmi, i concetti di libertà, uguaglianza e fraternità propri della Rivoluzione Francese, minati nello spirito da barbarie e violenze in un sistema dominato da intolleranza e profitti, dovranno essere la guida per la scuola del futuro, valori che l'antifascismo ha saputo seminare e coltivare e non lasciamo perire invano i frutti di tanta lotta e storia, la nostra.

MarcoBarone

segue il dossier a cura del CESP Bologna con gli interventi di Piero Fossati, Gianluca Gabrielli, Alberto Gagliardo, Fabio Targhetta:

Commenti

Post popolari in questo blog

Giorno del ricordo a Gorizia e agibilità democratica: Revocata sala gestita dalla provincia a resistenza storica

Era stato promosso dal gruppo di Resistenza Storica e sinistra goriziana antifascista, un convegno per il 10 febbraio dal seguente titolo, da svolgersi in Gorizia, presso il palazzo provinciale Attems:11 ANNI DI "GIORNO DEL RICORDO" Tra mistificazioni storiche e rivalutazione del fascismo. Questi gli interventi previsti: Alessandra KERSEVAN: Il ruolo della X Mas al confine orientale; Claudia CERNIGOI: Il "fenomeno" delle foibe e gli scomparsi da Gorizia nel maggio 1945; Sandi VOLK: 10 anni di onorificenze della legge del Ricordo; Piero PURINI: Gli esodi prima e dopo il secondo conflitto mondiale; Marco BARONE: "Volemo tornar". L'irredentismo del terzo millennio; nota di inquadramento storico e coordinamento del dibattito a cura di Marco PUPPINI. Contestualmente a ciò, nella stessa giornata, nella stessa città, ma in luogo diverso, è previsto il convegno organizzato dalla Lega Nazionale di Gorizia, con l'alto patrocinio della Prefettura, Provincia…

Se Babbo Natale ha ridimensionato San Nicolò

Ma è più sentito San Nicolò o Babbo Natale?

Questo è quanto mi domandavo notando tutta la serie di prodotti realizzati, i mercatini diffusi, le fiere e quant'altro si afferma in prossimità della notte tra il 5 e 6 dicembre. Così come mi domando, ma quanti conoscono la sua storia? Quanti sanno che tipo di santo protettore sarebbe?  Scommetto che le mani alzate sarebbero una manciata.  Ed a dirla tutta non interessa, interessa quel giorno solo scambiarsi qualche regalino, girovagare per le fiere, bere e mangiare.
San Nicolò, dicono, è un santo molto venerato in tutto il mondo, addirittura avrebbe carattere universale. Sarà. Ma in Italia ci sono su più di 8 mila Comuni solo una ventina di località, e qualche Comune, ad avere questo nome e sono poche le località dove viene festeggiato, soprattutto in alcune zone del Nord Est ed in Puglia.  Vi è chi dice che Babbo Natale altro non sia che praticamente il San Nicolò in chiave pienamente consumistica, che avrebbe tratto origine da qu…

Gorizia,16 dicembre, manifestazione regionale a sostegno dei migranti "RESTIAMO UMANI-HUMANITY WELCOME"

Il titolo della manifestazione è restiamo umani, humanity welcome. Il 16 dicembre se a Roma ci sarà la manifestazione nazionale dei migranti, a Gorizia si svolgerà una manifestazione regionale che ha lo scopo di denunciare il fallimento dell'accoglienza diffusa in regione, lo stato di degrado umano che si è raggiunto nei confronti dei richiedenti asilo "fuori convenzione", senza dimenticare quanto accade nel CARA di Gradisca, che è oltre ogni limite di capienza, destinato a diventare nuovamente centro di espulsione, senza dimenticare quanto accade lungo le rive dell'Isonzo da Gorizia a Gradisca, a Pordenone, senza dimenticare l'omissione di soccorso sistematica ed impunita. Gorizia non è mai stata realmente una porta verso l'Est, si è sempre chiusa, non è mai stata una porta verso l'Oriente, e la caduta visiva dell'ultimo muro d'Europa, dopo quello di Berlino, è stato solo un gesto illusorio, perchè le divisioni sono sempre state la normalità in q…