Passa ai contenuti principali

Giù le mani dalla biblioteca di Ronchi

Ogni volta sempre la stessa storia, prima il patto di stabilità ora la legge anti democratica di riforma degli enti locali, poi chissà cosa, ma sulla biblioteca di Ronchi, che è una delle più frequentate della nostra regione, che ha un sito internet con una media di 10 mila visite mensili e più di un milione, ad oggi, di pagine viste, che ha anche una importante e vitale sezione slovena, che vanta circa 5000 volumi ed è punto di riferimento per gli alunni delle scuole con lingua d’insegnamento slovena, incombe il rischio della riduzione oraria, ergo rischio elevatissimo della chiusura di due giorni su cinque di operatività. Nel mentre di tutto ciò si viene a conoscenza che si spenderanno un milione di euro per una rotatoria, l'ennesima, e che il Comune di Ronchi ha dato luogo ad una convenzione attuativa per lo svolgimento del servizio di polizia locale in forma associata nell'ambito dell''associazione intercomunale ''''Città Mandamento - Mesto Okrozje'''' tra i Comuni di Ronchi, Fogliano Redipuglia, San Pier d''Isonzo e Turriaco a costo zero. 
La precedente convenzione stipulata con il Comune di Monfalcone salta, ed il risparmio di spesa dovrebbe essere di circa 150 mila euro con le conseguenze del caso, aumento di lavoro per i vigili di Ronchi ma non a beneficio del rapporto medio che non viene rispettato tra il numero di vigili operativi sul territorio ed il numero di abitanti. Mi domando, corrisponde al vero che sono stati pagati 150 mila euro, dei cittadini di Ronchi, al Comune di Monfalcone per un servizio a quanto pare non più reputato necessario? Come deve essere intesa quella spesa? Come una buona o non buona gestione della cosa pubblica? 
A ciò se si aggiunge il degrado in cui si trova Ronchi con la sua piazza centrale situata innanzi al Comune continuamente sporca, con uno dei fari che illumina il monumento alla resistenza da diversi mesi fulminato, con diverse strade interne dissestate, per non parlare del fatto che continuano a chiudere attività commerciali ed il lavoro è sempre più un miraggio, è evidente che qualcosa non funziona. Poi se a ciò si aggiunge anche la beffa che da tempo immemore, a quanto pare è il Comune di Ronchi a pagare l'illuminazione del monumento da sempre contestato, a D'Annunzio e dei legionari, che i cittadini di Ronchi non hanno voluto sul proprio territorio, visto che mi pare di non aver visto o letta nessuna smentita ad una pregressa interrogazione come sollevata dal consigliere di opposizione Bon, la rabbia incrementa. Certo, si dirà, in merito agli esempi ora riportati, che trattasi di altri capitoli o voci di bilancio, certo, ma i soldi pubblici sono sempre soldi pubblici e nulla osta che possano essere gestiti diversamente. 
Ritornando sulla questione biblioteca, dopo questa breve premessa, colpire la biblioteca di Ronchi significa colpire il centro vitale di questa città, significa colpire la cultura, significa colpire la democrazia e la libertà, significa colpire anche la comunità slovena, significa dare un colpo mortale alla vita ordinaria di Ronchi. E' necessario investire nella biblioteca, incrementare il personale che tra le altre cose oltre ad essere sovraccarico di mansioni deve anche curare le visite al sito della Villa Romana, ad esempio, ed evitare qualsiasi riduzione oraria minima di questo servizio pubblico vitale per la comunità di Ronchi. Il come? 
Che siano gli amministratori a pensare come gestire al meglio le poche risorse pubbliche disponibili e quali debbano essere le priorità e se ciò non accadrà, se la biblioteca andrà verso una chiusura di alcuni giorni, come paventata sulla stampa, se tale rischio non verrà scongiurato, e che potrebbe essere l'inizio di un percorso catastrofico, la cittadinanza deve mobilitarsi sin da subito, anche scendendo in piazza, per salvare quello che è il patrimonio culturale vivente più importante di Ronchi. Giù le mani dalla biblioteca di Ronchi.

Marco Barone
aggiornamento...

Commenti

Post popolari in questo blog

La nuova strage di migranti nel Mediterraneo era prevedibile e forse anche voluta nel nazismo del terzo millennio

Lo si sapeva. Lo si sapeva che in tarda primavera sarebbero ripresi gli sbarchi dalla Libia. Con i soliti schemi, metodi. Tutto era prevedibile, conoscibile. E qui la chiusura criminale della rotta balcanica non c'entra nulla. Viviamo in una società dove il più grande crimine di guerra mai compiuto e mai punito, quale il lancio delle bombe atomiche sul Giappone, viene quasi giustificato. Senza quelle bombe non sarebbe finita la seconda guerra mondiale, si dice. E per questo non si deve chiedere scusa. Sono certo che se quelle bombe le avesse lanciate la Russia, oggi si racconterebbe una storia diversa. Ma il mondo funziona così. L'Europa, costituita da Paesi ricchi, si chiude per non essere contaminata dalle razze inferiori. Sì, parlo di razze, si parlo di inferiori. Perché? Perché il fantomatico sentimento razzista di paura, trova in realtà il proprio fondamento in quel concetto di superiorità della razza pura del terzo millennio, che non deve essere intaccata dai poveracci …

Togliatti: "tutte le campagne circa le persecuzioni degli italiani in Jugoslavia sono calunnie e menzogne"

Togliatti nella prima pagina dell'Unità del 7 novembre 1946, racconta il suo viaggio a Belgrado e l'incontro con il Maresciallo Tito. "Il Maresciallo Tito mi ha dichiarato di essere disposto a consentire che Trieste appartenga all'Italia, cioè sia sotto la Sovranità della Repubblica italiana qualora l'Italia consenta di lasciare Gorizia alla Jugoslavia, città che anche secondo i dati del nostro ministero degli esteri è in prevalenza slava. La sola condizione che il Maresciallo Tito pone è che Trieste riceva in seno alla Repubblica italiana uno statuto autonomo effettivamente democratico che permetta ai triestini di governare la loro città ed il loro territorio secondo principi democratici". Alla domanda, cosa pensava di questa proposta, Togliatti, rispose: io penso che è ora di smetterla di servirsi della questione triestina per seminare discordia tra due popoli i quali sono entrambi popoli di lavoratori che debbono collaborare nel modo più stretto allo scop…

Il concerto di Trieste per la sofferenza degli innocenti ed il discorso assurdo di Arguello al Family Day

Domenica 25 giugno, alle ore 20.30, piazza Unità d’Italia, ospiterà il concerto “La sofferenza degli innocenti”, organizzato da Diocesi, Comunità Ebraica e il Comune di Trieste. Si legge che "composta da Kiko Argüello, iniziatore del Cammino Neocatecumenale, l'opera sinfonico-catechetica presenta la sofferenza di una madre ebrea, Maria di Nazareth, che vede uccidere suo figlio, una sofferenza inaudita che le attraversa l'anima, una spada, un dolore assimilato a quello di ogni madre davanti alla morte dei propri figli, vittime innocenti in tanti campi di concentramento come Auschwitz, Majdanek, Mauthausen, Treblinka, Trieste." Tutti coloro che parteciperanno a quel concerto dovrebbero avere ben ferme nella mente le parole assurde pronunciate da Argüello nel suo discorso, al Family day del 2015 a Roma,  tra le altre cose applaudito, con uno striscione enorme alle spalle con scritto "stop gender nelle scuole". Una riflessione che nasce sul femminicidio e da un…