Passa ai contenuti principali

L'ombra aldilà ed aldiquà del confine nel cimitero di Merna/Miren


Confini tracciati con il gesso, con la vernice bianca, poi pali e rete metallica e filo spinato. La mano “francese” che ha governato gli accordi del 1947 ha manifestato tutta la sua schizofrenia, con l'operato angloamericano, nella realtà brutale che ha partorito tante sofferenze nel goriziano. Terra storicamente multietnica, multi-comunitaria e poi frammentata in mille e più pezzettini. Frammenti che a volte hanno dato la possibilità di salvaguardare la propria permanenza nel territorio italiano, come accaduto per una Contessa e per la sua villa, grazie ad alte conoscenze, ma frammenti che a volte non hanno dato pace neanche ai morti,che hanno superato ogni confine lì ove il confine non doveva arrivare e dove è anche arrivato, con la sua rete fredda e metallica, nel cimitero di Merna. Si è già scritto molto sulle vicende di questo cimitero, su quello che è accaduto, da chi aveva metà corpo sepolto in Italia e metà in Jugoslavia, a chi si recava in quel posto per scambiare beni di prima necessità e così via discorrendo, anche se la nota enciclopedia libera, quale wikipedia, la più consultata in rete, ignora tale vicenda.



Poi nel 1975, con il Trattato di Osimo , come ratificato nel 1977, il confine verrà spostato in modo più razionale, per quanto possa essere razionale un confine, nessuna diagonale ma una linea tendente ad essere retta, una linea che ha dato pace ai morti lì sepolti riposando nella Jugoslavia prima e Slovenia poi. 



Oggi la diagonale della follia è ricordata da una linea con inciso la data del 1947, quando verrà il cimitero diviso dalla linea di confine come definita sulla carta nel trattato di Pace e quella del 1974, ultimo anno di tale divisione all'interno del cimitero, e la linea di confine verrà poi definita in modo più equilibrato, almeno all'interno del cimitero. Vedi la tua ombra oltrepassare la linea, aldilà del confine, ed il tuo corpo essere aldiquà del confine. Fisicità ed immaterialità che vibrano nel silenzio turbato dalla follia umana. All'interno di quel piccolo cimitero esiste anche una sala adibita a museo. Tra le varie cose non potrai non notare una scritta, che ricorda l'esodo rimosso e censurato in Italia, ma non in Slovenia, nel giro di un nano secondo la storia rimossa e la storia incisa nella memoria si scontrano.
100 mila sloveni fuggiti in Jugoslavia a causa del nazionalismo, irredentismo e fascismo italiano. Prima di uscire dal cimitero guarderai oltre il muro, ed oltre il muro vi è l'Italia, ma tu ora sei in Slovenia.
oltre il muro del cimitero di Merna è Italia

all'interno del cimitero di Merna è ora Slovenia
Sì, lo so bene, sto scrivendo ora una cosa banale, ma per quanto banale, per quanto scontata, personalmente continuo a viverla con turbamento e silenzio irrequieto. La tua ombra è in Italia, ma il tuo corpo è in Slovenia. Basta svoltare l'angolo e puoi recarti in Italia e ritornare nuovamente in Slovenia. Ma fino a qualche anno addietro tutto ciò era semplicemente impensabile poterlo vivere con tale facilità e velocità e normalità.

Marco Barone

Commenti

Post popolari in questo blog

La nuova strage di migranti nel Mediterraneo era prevedibile e forse anche voluta nel nazismo del terzo millennio

Lo si sapeva. Lo si sapeva che in tarda primavera sarebbero ripresi gli sbarchi dalla Libia. Con i soliti schemi, metodi. Tutto era prevedibile, conoscibile. E qui la chiusura criminale della rotta balcanica non c'entra nulla. Viviamo in una società dove il più grande crimine di guerra mai compiuto e mai punito, quale il lancio delle bombe atomiche sul Giappone, viene quasi giustificato. Senza quelle bombe non sarebbe finita la seconda guerra mondiale, si dice. E per questo non si deve chiedere scusa. Sono certo che se quelle bombe le avesse lanciate la Russia, oggi si racconterebbe una storia diversa. Ma il mondo funziona così. L'Europa, costituita da Paesi ricchi, si chiude per non essere contaminata dalle razze inferiori. Sì, parlo di razze, si parlo di inferiori. Perché? Perché il fantomatico sentimento razzista di paura, trova in realtà il proprio fondamento in quel concetto di superiorità della razza pura del terzo millennio, che non deve essere intaccata dai poveracci …

Togliatti: "tutte le campagne circa le persecuzioni degli italiani in Jugoslavia sono calunnie e menzogne"

Togliatti nella prima pagina dell'Unità del 7 novembre 1946, racconta il suo viaggio a Belgrado e l'incontro con il Maresciallo Tito. "Il Maresciallo Tito mi ha dichiarato di essere disposto a consentire che Trieste appartenga all'Italia, cioè sia sotto la Sovranità della Repubblica italiana qualora l'Italia consenta di lasciare Gorizia alla Jugoslavia, città che anche secondo i dati del nostro ministero degli esteri è in prevalenza slava. La sola condizione che il Maresciallo Tito pone è che Trieste riceva in seno alla Repubblica italiana uno statuto autonomo effettivamente democratico che permetta ai triestini di governare la loro città ed il loro territorio secondo principi democratici". Alla domanda, cosa pensava di questa proposta, Togliatti, rispose: io penso che è ora di smetterla di servirsi della questione triestina per seminare discordia tra due popoli i quali sono entrambi popoli di lavoratori che debbono collaborare nel modo più stretto allo scop…

Il concerto di Trieste per la sofferenza degli innocenti ed il discorso assurdo di Arguello al Family Day

Domenica 25 giugno, alle ore 20.30, piazza Unità d’Italia, ospiterà il concerto “La sofferenza degli innocenti”, organizzato da Diocesi, Comunità Ebraica e il Comune di Trieste. Si legge che "composta da Kiko Argüello, iniziatore del Cammino Neocatecumenale, l'opera sinfonico-catechetica presenta la sofferenza di una madre ebrea, Maria di Nazareth, che vede uccidere suo figlio, una sofferenza inaudita che le attraversa l'anima, una spada, un dolore assimilato a quello di ogni madre davanti alla morte dei propri figli, vittime innocenti in tanti campi di concentramento come Auschwitz, Majdanek, Mauthausen, Treblinka, Trieste." Tutti coloro che parteciperanno a quel concerto dovrebbero avere ben ferme nella mente le parole assurde pronunciate da Argüello nel suo discorso, al Family day del 2015 a Roma,  tra le altre cose applaudito, con uno striscione enorme alle spalle con scritto "stop gender nelle scuole". Una riflessione che nasce sul femminicidio e da un…