Passa ai contenuti principali

Il Senatore Silvano Bacicchi dice no a “dei Legionari” di Ronchi

Il 25 luglio 2014, in una pienissima sala del Consiglio comunale di Ronchi, è stato presentato il libro del compagno e partigiano ed ex Senatore Silvano Bacicchi, Riflessi di una Grande Guerra, il quale affronta tre tematiche importanti e delicate: la diffusione della lingua italiana; l’impresa fiumana di Gabriele d’Annunzio;l’identità antifascista di Ronchi. Un libro patrocinato dall'ANPI, comitato provinciale di Gorizia ed in collaborazione con il centro Isontino di ricerca Gasparini. Sono intervenuti Paolo Zonta Presidente A.N.P.I. Ronchi, Dario Mattiussi Segretario Centro L. Gasparini, con letture di Lucia German, oltre allo stesso Silvano Bacicchi Presidente onorario A.N.P.I. provinciale. Le tesi di Bacicchi, che pone in assoluta evidenza il carattere a dir poco inappropriato, del suffisso dei legionari in Ronchi, si armonizzano, ed in alcuni punti coincidono, perfettamente nella sostanza con le tesi che ho già proposto e che sono emerse nel noto intervento Da Ronchi «dei Legionari» a Ronchi dei Partigiani. Di cos’è il nome un nome? pubblicato per il  blog GIAP, nel gennaio 2014, curato dal collettivo WU MING. I cinque punti salienti di Bacicchi sono: 1) la marcia di Ronchi fu del tutto casuale, sarebbe potuto partire da qualsiasi altra località viciniore che avesse avuto disponibilità di una caserma per i granatieri,rivoltosi,poi divenuti legionari; 2) Ronchi e la sua popolazione furono totalmente estranei alla marcia, tanto che lo stesso D'Annunzio definiva Ronchi borgo inconsapevole ed in ogni caso non rimase in Ronchi oltre le 11 ore;  3) la ridefinizione del toponimo originale della città in Ronchi dei Legionari, per la personalità di chi lo propose, le motivazioni addotte, l'illegittimità del Consiglio che le approvò e del Governo che le decretò sono di una evidente impostazione fascista, al pari della cittadinanza onoraria a Mussolini, come comunque recentemente revocata; 4) L'impresa fiumana di D'Annunzio e dei suoi Legionari fu un nocivo attacco a un debole regime liberaldemocratico e una marcia lungo una strada che portò non solo alla periferica Fiume ma fu propedeutica a quella fascista su Roma; 5) i valori, che giustamente onorano il gonfalone di Ronchi e la storia della sua gente, non si possono confondere con la storia politica di D'Annunzio e dei suoi Legionari che tali valori contrastano . Ed alla fine del suo intervento, dirà, che per i motivi, come ora sinteticamente riportati, “è favorevole alla eliminazione del suffisso dei Legionari, al mantenimento di solo Ronchi con l'aggiunta città Medaglia d'Argento al Valor Militare per attività partigiana” ed in quel momento la sala è stata coinvolta da un lungo e sentito applauso.  Come è noto, il comitato informale Ronchi dei Partigiani ha proposto tra le due ipotesi possibili, l'eliminazione del suffisso dei Legionari con il mantenimento di Ronchi e l'aggiunta città dei partigiani, comitato che per il mese di settembre sta cantierando nuove iniziative, a sostegno di questa battaglia, che verranno comunicate e rese note prossimamente.

Commenti

Post popolari in questo blog

Koper o Capodistria?Fiume o Rijeka?Merna o Miren?Londra o London? Trieste e Trst?

Esistono diversi processi di italianizzazione, i più noti sono quelli figli dell'abitudine, figli di quel modo di fare che hanno trasformato London in Londra, Berlin in Berlino, Barcelona in Barcellona, Marseille in Marsiglia ecc. Si dirà che è semplice traduzione. Fattore tipico di tutte le lingue. Poi vi sono luoghi che sono stati soggetti all'italianizzazione forzata tramite la nota opera nazionalfascista e di esempi ve ne sono a bizzeffe, se ne perde il conto, sia in Italia che in Slovenia che in Croazia che ovunque l'Italia abbia operato in tal modo.
Ad esempio Redipuglia  ha storpiato lo sloveno Sredipolje. In altri casi si utilizza l'italianizzazione per rispetto anche della comunità italiana che vi abita, non chiamare quei luoghi con il loro nome italiano significherebbe negare l'esistenza della comunità italiana, almeno per gli italiani autoctoni del luogo è così, pensiamo Capodistria il cui nome in sloveno è Koper, o Rijeka diventata Fiume. Italianizzazi…

La nuova strage di migranti nel Mediterraneo era prevedibile e forse anche voluta nel nazismo del terzo millennio

Lo si sapeva. Lo si sapeva che in tarda primavera sarebbero ripresi gli sbarchi dalla Libia. Con i soliti schemi, metodi. Tutto era prevedibile, conoscibile. E qui la chiusura criminale della rotta balcanica non c'entra nulla. Viviamo in una società dove il più grande crimine di guerra mai compiuto e mai punito, quale il lancio delle bombe atomiche sul Giappone, viene quasi giustificato. Senza quelle bombe non sarebbe finita la seconda guerra mondiale, si dice. E per questo non si deve chiedere scusa. Sono certo che se quelle bombe le avesse lanciate la Russia, oggi si racconterebbe una storia diversa. Ma il mondo funziona così. L'Europa, costituita da Paesi ricchi, si chiude per non essere contaminata dalle razze inferiori. Sì, parlo di razze, si parlo di inferiori. Perché? Perché il fantomatico sentimento razzista di paura, trova in realtà il proprio fondamento in quel concetto di superiorità della razza pura del terzo millennio, che non deve essere intaccata dai poveracci …

Nella Gradoaustronostalgia i commercianti dicono no ai richiedenti asilo a rischio l'immagine. Pazzesco

L'immagine è tutto. Niente immagine, niente business. La partita a ping pong si gioca tra Grado e le sue frazioni, con la Prefettura che svolge il ruolo di osservatore, ma prima o poi dovrà fischiare la fine di questa partita ed una decisione andrà presa. Se a Fossalon si è assistito a di tutto e di più, dalla deprimente marcia dei trattori, fumosissima visto che non ci sarà, a pensieri figli di una visione distorta del mondo, come se chi voleva ospitare 18 richiedenti asilo si apprestasse a dare accoglienza a 18 criminali incalliti, a Grado si assiste alla reazione di chi ha voce e peso economico importante. Il mondo del commercio. Sul Piccolo del 15 ottobre si apprende che  «Ormai da qualche settimana - ha spiegato il responsabile locale di Confcommercio, Fumolo - si parla dell'ipotesi di ospitalità ad un gruppo di migranti anche da parte del Comune di Grado e la nostra associazione di categoria esprime preoccupazione per le ripercussioni negative che questa azione potr…