Passa ai contenuti principali

Caso Ronchi dei Partigiani:qualcuno mette in dubbio i diritti della comunità slovena ed insulta i cittadini di Ronchi

In un noto gruppo pubblico di facebook, che ha un migliaio di iscritti, quindi una platea di destinatari rilevante, di Monfalcone, città confinante con Ronchi, balzata già alle cronache anche della stampa locale per alcuni post ignobili pubblicati da alcuni utenti, viene pubblicato, in data 13 giugno intorno alle ore 11.00,da una persona,che ha tra i suoi mi piace, anche la fiamma tricolore di Gorizia, gruppo politico neofascista, l'articolo del Piccolo che presenta l'iniziativa di Ronchi dei Partigiani del 14 giugno, con questa premessa: “se questo post non va bene mi scuso con gli amministratori e chiedo che lo tolgano, non voglio offendere nessuno, semplicemente voglio far notare, visto che siamo confinanti, che con tutte le problematiche che ci sono certa gente preferisce perdere il proprio tempo per proporre cose inutili...” Ed ecco alcuni commenti, che risultano, essere stati visionati da diverse persone, ed anche, certamente alcuni, da uno degli amministratori del gruppo, visto che vi sono due suoi mi piace sia sul post che su uno dei commenti nonché un suo commento sul post.
Ecco i commenti apparsi: “La minoranza slovena, che alla fine i stà 1000 volte mei de noi e se te va li de lori non te trovi un carte in italian nianche a pagarlo..” 
“era una cosa prevista da un accordo bilaterale con la Slovenia, almeno così si sono giustificati,... altri soldi buttati inutilmente in un periodo di crisi”
“E che c'entra?minoranza slovena ma nati in Italia...anche n altri comuni ci sono cittadini di origine slovena ma non i cartelli bilingue”
“Dementi i ronchisini che ga votado dei beoti, quindi la maggioranza e quindi se pol dir che passeggiando per Ronchi due su tre de quei che te incroci xè idioti. A dimostrazione futura che i ronchisini xè tra i più dementi della provincia, visto che i ga un paese de merda dove che i paga più tasse de tutti, te vederà che simbolo che i rivoterà la prossima volta. I ronchisini e el loro sindaco intelligentone i xè talmente imbecilli che non i sa nemmeno che Gabriele, el legionario, iera nemico del duce. Famosa la vicenda di quando per dimostrargli il proprio disprezzo lo fece attendere per ore al di fuori del proprio studio, dove, per entrare bisognava inchinarsi. Cosa che fece pure Mussolini visto obbligato dallo stipite appositamente basso. Ma i ronchisini, quei che vota PD solo perchè non xè più falce e martello, i xè tutto fora che italiani. Lori voleva esser sciavi e finir sotto Tito e buona parte della partigianeria, con tanto de stella rossa, ga concorso a copar gente e infoibar patrioti italiani veri o anche solo gente che non voleva aderir al movimento comunista filo titino. Quindi proporrei ai dementi del paesotto di indire sì il referendum ma per ‘Ronchi dei partigiani titini assassini’."

Poi l'autore di questo commento, così replica al suo stesso intervento: “Una persona mi ha fatto notare che potrebbe essere offensivo per i ronchesi ciò che ho scritto. Vuole esserlo, ma preciso che è riferito a quelli che hanno eletto una simile giunta.”

Forse è il caso di ricordare alcune cose a quanto pare non note. Il Consiglio comunale di Ronchi con istanza del 27 settembre 2002 ha deciso, giustamente,di inserire il territorio nell'ambito di applicazione della legge 38/2001 per l'adozione di misure a tutela delle minoranze slovene tradizionalmente presenti sul territorio; dai primi anni '80 a Vermegliano e' stata istituita una scuola materna ed elementare di lingua slovena.Con decreto del Presidente della Regione FVG del 2008 n 0362 il Comune di Ronchi è stato inserito nell'elenco di cui all'articolo 10 della citata legge che così recita: “Con decreto del presidente della giunta regionale, sulla base della proposta del Comitato e sentiti gli enti interessati, sono individuati, sulla base della tabella di cui all'articolo 4, i comuni, le frazioni di comune, le localita' e gli enti in cui l'uso della lingua slovena e' previsto in aggiunta a quella italiana nelle insegne degli uffici pubblici, nella carta ufficiale e, in genere, in tutte le insegne pubbliche, nonche' nei gonfaloni. Le stesse disposizioni si applicano anche per le indicazioni toponomastiche e per la segnaletica stradale.” Una legge che prevede diversi importanti atti e principi. Per esempio la Repubblica riconosce e tutela i diritti dei cittadini italiani appartenenti alla minoranza linguistica slovena presente nelle province di Trieste, Gorizia e Udine, a norma degli articoli 2, 3 e 6 della Costituzione e dell'articolo 3 della legge costituzionale 31 gennaio 1963, n. 1, recante approvazione dello Statuto speciale della regione Friuli-Venezia Giulia, in conformita' ai principi generali dell'ordinamento ed ai principi proclamati nella Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, nelle convenzioni internazionali e nei trattati sottoscritti dal Governo italiano. Gli appartenenti alla minoranza slovena hanno il diritto di dare ai propri figli nomi sloveni. Essi hanno inoltre il diritto di avere il proprio nome e cognome scritti o stampati in forma corretta secondo l'ortografia slovena in tutti gli atti pubblici. Il diritto alla denominazione, agli emblemi ed alle insegne in lingua slovena spetta sia alle imprese slovene sia alle altre persone giuridiche, nonche' ad istituti, enti, associazioni e fondazioni sloveni oppure alla minoranza slovena presente nel territorio di cui all'articolo 1 e' riconosciuto il diritto all'uso della lingua slovena nei rapporti con le autorita' amministrative e giudiziarie locali, nonché' con i concessionari di servizi di pubblico interesse aventi sede nel territorio e così via discorrendo.

Quindi vi è una Legge, fonte primaria di diritto, che riconosce giusti diritti ad una comunità che rientra in un Comune multietnico e civile. E' significativo il fatto che una iniziativa, come quella intrapresa dal gruppo Ronchi dei Partigiani, 


possa diventare un pretesto, per alcuni soggetti, per mettere in discussione i diritti di una comunità che merita tutela e rispetto assoluto specialmente per gli abusi, soprusi e violenze che l'Italia ha esercitato nei loro confronti dai processi di italianizzazione in poi, processi che hanno avuto la loro origine nell'irredentismo reazionario e che d'Annunzio, con il suo razzismo, specialmente manifestato verso la comunità croata, non ha fatto altro che sigillare e consegnare all'uomo nuovo, ovvero Mussolini. Già perché d'Annunzio così definirà Mussolini al quale consegnerà l'eredità dell'impresa di occupazione reazionaria di Fiume. 

Comunque risulta che i commenti ed i mi piace, sono stati salvati da alcuni utenti di facebook, il nome della pagina non lo faccio perché non ho voglia di far loro pubblicità gratuita, visto che sono intervenuto già una volta in passato, ma comunque è nota a chi deve essere nota, e certamente chi ne ha interesse e diritto, come ad esempio i cittadini di Ronchi definiti “dementi” o “idioti” , potrà ben valutare se tutelarsi nelle dovute sedi, quindi, anche in quelle giudiziarie.

E non sarà sufficiente neanche rimuovere quei commenti, oramai è tardi.
Post chiuso alle ore 13.00, ed i commenti sono ancora lì.


Commenti

Post popolari in questo blog

La nuova strage di migranti nel Mediterraneo era prevedibile e forse anche voluta nel nazismo del terzo millennio

Lo si sapeva. Lo si sapeva che in tarda primavera sarebbero ripresi gli sbarchi dalla Libia. Con i soliti schemi, metodi. Tutto era prevedibile, conoscibile. E qui la chiusura criminale della rotta balcanica non c'entra nulla. Viviamo in una società dove il più grande crimine di guerra mai compiuto e mai punito, quale il lancio delle bombe atomiche sul Giappone, viene quasi giustificato. Senza quelle bombe non sarebbe finita la seconda guerra mondiale, si dice. E per questo non si deve chiedere scusa. Sono certo che se quelle bombe le avesse lanciate la Russia, oggi si racconterebbe una storia diversa. Ma il mondo funziona così. L'Europa, costituita da Paesi ricchi, si chiude per non essere contaminata dalle razze inferiori. Sì, parlo di razze, si parlo di inferiori. Perché? Perché il fantomatico sentimento razzista di paura, trova in realtà il proprio fondamento in quel concetto di superiorità della razza pura del terzo millennio, che non deve essere intaccata dai poveracci …

Togliatti: "tutte le campagne circa le persecuzioni degli italiani in Jugoslavia sono calunnie e menzogne"

Togliatti nella prima pagina dell'Unità del 7 novembre 1946, racconta il suo viaggio a Belgrado e l'incontro con il Maresciallo Tito. "Il Maresciallo Tito mi ha dichiarato di essere disposto a consentire che Trieste appartenga all'Italia, cioè sia sotto la Sovranità della Repubblica italiana qualora l'Italia consenta di lasciare Gorizia alla Jugoslavia, città che anche secondo i dati del nostro ministero degli esteri è in prevalenza slava. La sola condizione che il Maresciallo Tito pone è che Trieste riceva in seno alla Repubblica italiana uno statuto autonomo effettivamente democratico che permetta ai triestini di governare la loro città ed il loro territorio secondo principi democratici". Alla domanda, cosa pensava di questa proposta, Togliatti, rispose: io penso che è ora di smetterla di servirsi della questione triestina per seminare discordia tra due popoli i quali sono entrambi popoli di lavoratori che debbono collaborare nel modo più stretto allo scop…

Il concerto di Trieste per la sofferenza degli innocenti ed il discorso assurdo di Arguello al Family Day

Domenica 25 giugno, alle ore 20.30, piazza Unità d’Italia, ospiterà il concerto “La sofferenza degli innocenti”, organizzato da Diocesi, Comunità Ebraica e il Comune di Trieste. Si legge che "composta da Kiko Argüello, iniziatore del Cammino Neocatecumenale, l'opera sinfonico-catechetica presenta la sofferenza di una madre ebrea, Maria di Nazareth, che vede uccidere suo figlio, una sofferenza inaudita che le attraversa l'anima, una spada, un dolore assimilato a quello di ogni madre davanti alla morte dei propri figli, vittime innocenti in tanti campi di concentramento come Auschwitz, Majdanek, Mauthausen, Treblinka, Trieste." Tutti coloro che parteciperanno a quel concerto dovrebbero avere ben ferme nella mente le parole assurde pronunciate da Argüello nel suo discorso, al Family day del 2015 a Roma,  tra le altre cose applaudito, con uno striscione enorme alle spalle con scritto "stop gender nelle scuole". Una riflessione che nasce sul femminicidio e da un…