Passa ai contenuti principali

Anche il collettivo Wu Ming sostiene Ronchi dei Partigiani


Si allarga il fronte degli intellettuali, artisti, scrittori, militanti antifascisti, ed anche semplici cittadini che sostengono l'iniziativa Ronchi dei PartigianiDopo aver ottenuto, il gruppo Ronchi dei Partigiani, una importante vittoria per la dignità, per la resistenza, il Comune di Ronchi dei Legionari ha reso noto che si attiverà, dopo 89 anni, per revocare la cittadinanza onoraria a Mussolini,  ma vittoria sarà quando, in tal senso, la cittadinanza onoraria verrà de facto revocata, fatto che è strettamente connesso all'attuale denominazione di Ronchi dei Legionari ed ovviamente alla pagliacciata pericolosa dell'impresa di Fiume, voluta da colui che da molti è stato definito come il San Giovanni Battista del Fascismo, D'Annunzio. Già, D'annunzio di cui si vuole ricordare solo il conveniente, si omettono per esempio i suoi versi razzistiPer esempio nella lettera ai Dalmati - E in me e con Lettera ai Dalmati così scrive : (...)
il croato lurido, s’arrampicò su per le bugne del muro veneto, come una scimmia in furia, e con un ferraccio scarpellò il Leone alato
oppure
(…) quell’accozzaglia di Schiavi meridionali che sotto la maschera della giovine libertà e sotto un nome bastardo mal nasconde il vecchio ceffo odioso...

oppure da Gli ultimi saranno i primi. Discorso al popolo di Roma nell'Augusteo, 4 maggio 1919 (…) Fuori la schiaveria bastarda e le sue lordure e le sue mandre di porci!

D'Annunzio a cui recentemente è stato dedicato a Ronchi, alle spalle del Comune, il nuovo museo che è incentrato sulla marcia di Fiume, "impresa" che ha anticipato ed ispirato , anche nei gesti oltre che nei simboli, la marcia su Roma. Un museo che, ovviamente, è diventato non solo attrazione per i curiosi, ma in modo silente, come mi è stato riferito da diversi antifascisti, un piccolo mausoleo, un punto di riferimento  per i nostalgici del fascismo, in prevalenza provenienti da Trieste.


Dopo Giorgio Canaliora il collettivo Wu Ming condivide Ronchi dei Partigiani. Il 12 dicembre si presenterà il nuovo libro #PointLenana, un libro che tra le varie cose e nella sua complessità innovativa affronta, in modo critico, l'impresa di Fiume, e così scrivono nella loro sitopresentazione il 12 dicembre RONCHI DEI LEGIONARI (GO) …anzi, #RONCHIDEIPARTIGIANI h.20:30 Auditorium comunale c/o Villa Vicentini, via Cau de Mezo 24 Funambolique & Wu Ming 1 nel reading/concerto EMILIO COMICI BLUES

Evviva la cultura resistente.

Commenti

Post popolari in questo blog

Dopo Macerata si continua a sparare. Guai a ridimensionare o normalizzare

Questa è una storia che non parte da lontano, per dovere di sintesi sarò breve e conciso. Da questa estate in Italia si è iniziato a scoprire il problema del fascismo. Fino a quel momento, soprattutto da chi oggi si professa dall'alto della suo essere grado istituzionale antifascista, era ignorato se non avvallato. Si è denunciato il rischio di fascismo passando dalle vicende ridicole della spiaggia fascista di Chioggia, agli adesivi di Anna Frank, alle bottiglie o calendari con la foto di Mussolini o Hitler. Quando per anni ed anni in questo Paese si è realizzata una vera connivenza con le peggiori istanze, legittimandole, democratizzandole e favorendone la diffusione. Perchè, si è detto, la democrazia vale per tutti, anche per chi sputa veleno sociale.
Il guaio è che è stato pompato all'ennesima potenza un problema che c'era ma non era così forte, impattante. La propaganda che doveva portare a vedere in alcune soggettività una sorta di salvezza messianica in materia di…

E' necessario il (prodotto) made in Friuli Venezia Giulia prima di essere annientati dalla "globalizzazione"

Il made in Italy è diventato uno slogan che non dice più niente. Diventato più funzionale a quella retorica che ha fatto il male dell'Italia che alla tutela dell'Italia. Dall'arte, alla cucina, dall'agricoltura, alla moda e si potrebbe continuare. Nell'Italia di oggi si rimpiange ciò che non è più italiano. Hanno distrutto le campagne, hanno distrutto le coltivazioni storiche, è stato mescolato tutto, per arrivare all'assurdità di cortocircuiti propri di una società totalmente sballata. La globalizzazione nell'economia ha comportato il saccheggio dell'Italia, l'appropriazione indebita di ciò che ha reso unico il nostro Paese nel mondo per perderci nella nullità dell'essere più niente e nessuno.

Siamo bravi a decantare od osannare bellezze e miti e leggende che attraversano la storia di ciò che è arrivato, nel bene o nel male a determinare l'Italia. Un Paese fittiziamente unito, che deve la sua vera forza ai regionalismi, localismi, che non so…

Si è entrati nel terzo anno della ricerca della verità per Giulio Regeni, con la politica persa nel silenzio di comodo

"Non è possibile normalizzare i rapporti con uno stato che tortura, uccide e nasconde oltraggiosamente la verità, se non a scapito della credibilità politica del nostro Paese e di chi lo rappresenta". Queste sono le parole della famiglia di Giulio.
Una tempesta sotto forma di parole. Parole dure, ma figlie di quella rabbia comprensibile di chi altro non ha potuto fare che constatare l'effettiva resa dell'Italia all'Egitto criminale, dove si continua a morire, a sparire, ad essere torturati, come è successo a Giulio.  Si dovrebbe dare un vero e proprio ultimatum all'Egitto, pretendendo quelle piccole cose, elementi fondamentali, per chiudere il cerchio. Ma l'Egitto ha preso in giro l'Italia e Giulio e la sua famiglia da sempre, depistaggi, menzogne, calunnie, infamie. La politica italiana si è persa in un silenzio di comodo, quel silenzio che ha caratterizzato, salvo qualche formula di rito, anche le massime Istituzioni. E questo silenzio fa male e …