Pirandello e il fascismo, parla il nipote


Si è conclusa a Goriza la IX edizione di èStoria, Festival internazionale della storia, il tema per il 2013 era Banditi. 

Presso la Tenda Apih, domenica 26 maggio si è svolto l'incontro, molto partecipato, con il nipote del premio Nobel Luigi Pirandello, Pierluigi Pirandello, il quale ha ricordato la vita di suo nonno attraverso l'arte, la cultura, la letteratura.

 Quando la palla passerà al pubblico una docente presente in sala chiederà al nipote di Pirandello per quale motivo suo nonno ha aderito al fascismo dopo la morte di Matteotti?

L’adesione di Pirandello al fascismo viene resa pubblica attraverso un telegramma pubblicato il 19 settembre del ’24 su “L’impero”un giornale fascista dell’epoca. Il telegramma così recitava : “Eccellenza sento che per me questo e’ il momento piu’ propizio per dichiarare una fede nutrita e servita sempre in silenzio. Se l’Eccellenza Vostra mi stima degno di entrare nel PNF pregero’ come massimo onore tenervi il posto del piu’ umile e obbediente gregario con devozione intera. Luigi Pirandello” .

Il nipote di Pirandello dirà che aveva “una cattedra da difendere”, conquistata con grande fatica e poi, come si dice a Roma, specificherà che “teneva famiglia”. In sostanza opportunismo. Quell'opportunismo che è stato rifiutato da molti che hanno pagato a caro prezzo tal gesto, con l'esilio, il confino e la prigionia e la censura e per uno scrittore non vi è cosa peggiore della censura, per uno scrittore non vi è cosa peggiore dell'oblio e di essere nessuno tra i centomila perché ogni scrittore vorrà essere sempre l'uno primeggiante ed unico.


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