Passa ai contenuti principali

Il degrado del Bene Comune, l'esempio del Lido di Staranzano




Staranzano è un piccolo Comune in provincia di Gorizia ed è parte della Bisiacaria.
Esiste un lido, conosciuto come il lido di Staranzano, che si affaccia sul golfo di Panzano ed è a pochi minuti dalla splendida riserva naturale dell'Isola della Cona. Ebbene, quel luogo che ha conosciuto certamente tempi migliori nel secolo passato, in questi anni vive un grave stato di degrado che ben riflette l'immensità del degrado politico e sociale italiano.
Appena giunto sul luogo la prima cosa che vedrai sarà una catena arrangiata alla meno peggio che dovrebbe chiudere l'accesso all'area, poi un cartello con scritto che lo stabilimento è aperto esclusivamente per l'elioterapia e che non è previsto un servizio di salvamento per la balneazione.
Detto in breve puoi anche prendere il sole, ma se osi fare il bagno son rischi tuoi. Superata la catena alla tua destra vedrai ciò che rimane di quello che era probabilmente un bar, poi cabine aperte ed abbandonate, ed infine il peggio del peggio.
Una spiaggia mutata in palude e colma di rifiuti.
Bottiglie, oggetti di plastica, oggetti di metallo.
Degrado comune. In questi ultimi anni molto si è parlato di bene comune. In Italia nel 2007 è stato proposto anche un disegno di legge, rimasto tale, che provava a conferire una definizione al bene comune contestualizzata alle esigenze della società esistente. Venivano intesi per beni comuni essenzialmente, le risorse naturali, come i fiumi, i torrenti, i laghi e le altre acque; l’ aria; i parchi, le foreste e le zone boschive; le zone montane di alta quota, i ghiacciai e le nevi perenni; i tratti di costa dichiarati riserva ambientale; la fauna selvatica e la flora tutelata; le altre zone paesaggistiche tutelate. Vi rientrano, altresì, i beni archeologici, culturali, ambientali. Ma venivano intesi anche come beni comuni quelli che soffrono di una situazione altamente critica, per problemi di scarsità e di depauperamento e per assoluta insufficienza delle garanzie giuridiche. In quel disegno di legge, cestinato nei corridoi del Parlamento italiano, in sostanza si definiva come bene comune tutte quelle cose che esprimono utilità funzionali all’esercizio dei diritti fondamentali nonché al libero sviluppo della persona, e sono informati al principio della salvaguardia intergenerazionale delle utilità. Parole e principi, intenti e volontà, ma la realtà corre in altra direzione.
Il lido di Staranzano, che probabilmente soffre anche i vincoli dettati dal patto di stabilità, ma ciò non può e non deve essere una giustificazione, è il classico esempio di cosa è oggi il reale bene comune in Italia.

foto al Lido di Staranzano scattate il 22 aprile 2013

Commenti

Post popolari in questo blog

Koper o Capodistria?Fiume o Rijeka?Merna o Miren?Londra o London? Trieste e Trst?

Esistono diversi processi di italianizzazione, i più noti sono quelli figli dell'abitudine, figli di quel modo di fare che hanno trasformato London in Londra, Berlin in Berlino, Barcelona in Barcellona, Marseille in Marsiglia ecc. Si dirà che è semplice traduzione. Fattore tipico di tutte le lingue. Poi vi sono luoghi che sono stati soggetti all'italianizzazione forzata tramite la nota opera nazionalfascista e di esempi ve ne sono a bizzeffe, se ne perde il conto, sia in Italia che in Slovenia che in Croazia che ovunque l'Italia abbia operato in tal modo.
Ad esempio Redipuglia  ha storpiato lo sloveno Sredipolje. In altri casi si utilizza l'italianizzazione per rispetto anche della comunità italiana che vi abita, non chiamare quei luoghi con il loro nome italiano significherebbe negare l'esistenza della comunità italiana, almeno per gli italiani autoctoni del luogo è così, pensiamo Capodistria il cui nome in sloveno è Koper, o Rijeka diventata Fiume. Italianizzazi…

La nuova strage di migranti nel Mediterraneo era prevedibile e forse anche voluta nel nazismo del terzo millennio

Lo si sapeva. Lo si sapeva che in tarda primavera sarebbero ripresi gli sbarchi dalla Libia. Con i soliti schemi, metodi. Tutto era prevedibile, conoscibile. E qui la chiusura criminale della rotta balcanica non c'entra nulla. Viviamo in una società dove il più grande crimine di guerra mai compiuto e mai punito, quale il lancio delle bombe atomiche sul Giappone, viene quasi giustificato. Senza quelle bombe non sarebbe finita la seconda guerra mondiale, si dice. E per questo non si deve chiedere scusa. Sono certo che se quelle bombe le avesse lanciate la Russia, oggi si racconterebbe una storia diversa. Ma il mondo funziona così. L'Europa, costituita da Paesi ricchi, si chiude per non essere contaminata dalle razze inferiori. Sì, parlo di razze, si parlo di inferiori. Perché? Perché il fantomatico sentimento razzista di paura, trova in realtà il proprio fondamento in quel concetto di superiorità della razza pura del terzo millennio, che non deve essere intaccata dai poveracci …

Con i confini della giusta sconfitta di Caporetto l'Italia oggi si fermerebbe a Treviso

Dal dannunzianesimo in poi, passando per retoriche risorgimentali estremizzate, irredentismi radicali, simulati patriottismi, l'Italia decise di aggredire l'Impero Austro Ungarico, occupando terre non italiane, anche se forse si poteva pur parlare l'italiano, anche se prevalentemente si parlavano dialetti locali oltre ovviamente allo sloveno, il tedesco, il friulano. Dove vi potevano essere radici latine, risalenti anche all'Impero Romano, ma non è che ovunque l'Impero Romano mise piede era da considerarsi Italia, perchè allora dovrebbero rivendicare anche l'Azerbaigian, senza dimenticare che l'Italia si formerà come Stato unitario poi solo nel 1861. Audacia, tenacia, scippati dalla terra contadini, ragazzi, famiglie senza più i loro figli, mandati a morire nel nome del niente. Arroganza, gestione criminale del conflitto, per conquistare fazzoletti di terra che ancora oggi si sentono poco italiani, perchè l'Italia è giovane, l'Italia unita si è fat…