Passa ai contenuti principali

Passeggiando dopo il 14 dicembre.

Temperature glaciali avvolgono questa Bologna in tale giornata pienamente invernale.
Dopo intensa attività di lavoro tipico ed atipico quotidiano decidi di rientrare tra quelle mura che accoglieranno il tuo sonno solitario,attraversando vie secondarie, vie dormienti, vie illuminate dalla voce del silenzio notturno.
Freddo.
Tanto freddo evade dal pozzo dell'oblio per purificare l'aria inquinata dal potere.
Provo a congelare anche la mia mente.

Ti trovi sul ponte San Donato e pensi quanti santi in questo Paese? Quante vie, strade, piazze e paesi son dedicate ai santi?

Ecco che lentamente, sì con quella lentezza propria del risveglio della natura dopo un lungo dormir invernale, notare, osservare, ammirare un treno che conduce via lontano per qualche meta indefinita i pensieri vaganti dentro delle semplici, vecchie e sporche lamiere.

Pensi.

Pensi al 14 dicembre. 

A come la volontà popolare non abbia rappresentanza.

A come quei dittatori festeggiano ,cantando l'inno nazionale, i tre disgustosi voti per sostenere la loro legittimità di governare.

Ma governare chi? 
Certamente non l'interesse pubblico e collettivo.
No. 
Loro governano solo pochi e definiti interessi.

Pensi all'esplosione di piazza.

Ai ragazzi feriti, alle forze dell'ordine che prima dicono che in occasione di ordine pubblico non ricorrono ad agenti in borghese, e poi smentiscono e viceversa.

Pensi alla realtà che meglio di ogni cosa smaschera i giochi di potere e di repressione, gli agenti provocatori.

Ma pensi anche  che nel precedente del G8 di Genova, si era parlato di "agenti provocatori" inflitrati fra i black bloc. Ma in nessuna inchiesta sugli incidenti sono emersi particolari in merito.

Pensi a chi è stato arrestato per aver lottato in piazza, pensi e ripensi al sistema.

Freddo, tanto freddo scorre per le mie vene.

Superato il ponte San Donato che divide il centro città dalla periferia, porta e fuori porta, dentro e fuori, ricco e povero, padrone e proletario, silenzio e repressione, ecco che apprendi da un sms che il Senato ha approvato in via definitiva, con 162 voti a favore, un voto contrario e 97 astenuti, il decreto sulla sicurezza che contiene, tra l'altro, la norma definita dei 'sindaci sceriffi' in una versione edulcorata rispetto alla formulazione iniziale.

Ma qualcosa è mutato da quel 14 dicembre.

I giorni che verranno non saranno più i soliti giorni di assorbimento passivo delle nefandezze sistemiche della politica italiana.

Qualcosa è mutato.

Questo qualcosa si chiama risveglio della coscienza critica e di classe.

E pensi   alla Notte Stellata sul Rodano  di van Gogh, pensi alle sue parole
“Un cielo stellato,ad esempio. Questa è una cosa che mi piacerebbe provare a fare. […]. Ma come posso farlo se non a casa mia, con la mia immaginazione?”

Voglio immaginare di ritornar tra le mura silenziose per ascoltare l'urlo della rivoluzione, quella rivoluzione culturale che ribalterà l'esistente. Voglio immaginare di abbracciare in questa notte l'amore rivoluzionario e toccare le stelle stilizzate nella notte sul Rodano dipinta dal sogno di una vita sospirata,  ora desiderata, domani vissuta.

Marco Barone

Commenti

Post popolari in questo blog

Dal "daspo urbano per chi offende il giorno del ricordo"al concetto di slavo che offende la Trieste italiana. Ma Saranno gli "slavi" a salvare Gorizia e Trieste

E' un mondo difficile diceva una nota canzoncina che per diverso tempo veniva trasmessa dalle nostre radio. Un mondo difficile, che è letteralmente virato verso forme di chiusura e rigidità a causa di una globalizzazione letteralmente selvaggia.

Diversi media hanno avuto un ruolo nefasto in tutto ciò, dal momento in cui per anni hanno favorito, sotto il nome di una fantomatica democrazia, l'affermazione di concetti indegni, di quel veleno sociale, di quelle narrazioni nocive per la convivenza civile e pacifica, che hanno riabilitato le peggiori istanze e rinforzato a dismisura quei "quattro provoloni"di neofascisti, mentre "quattro provoloni" non sono più indistintamente i razzisti. Tra i fatti di Macerata, come poi ripetutesi vicino ad Enna, e quanto accaduto nel Confine Orientale in soli 25 anni di occupazione italiana subito dopo la fine della prima guerra mondiale vi è stato un solo filo di continuità. Qui il fascismo si è realizzato prima che altrove,…

Altro che "buonascuola" in Italia siamo degli analfabeti rispetto all'Europa, il rapporto ISTAT sullo stato dell'istruzione in Italia

L'ISTAT ha pubblicato un corposo rapporto incentrato sulla questione della conoscenza.  Ed emerge una fotografia del Paese devastante. Da un lato hai la propaganda di chi racconta un Paese che esiste solo nella sua mente che mente, a partire da chi difende la peggior legge mai scritta in Italia in materia di legislazione scolastica quale la "buonascuola" bocciata da quasi l'intera comunità scolastica con uno sciopero epocale nel maggio 2015. Dall'altro hai la realtà che ti narra un Paese in estrema difficoltà e povertà e diffusa ignoranza. L'Istat rileva chiaramente che "in Italia la recessione, anche per i vincoli di finanza pubblica dovuti al debito, è stata più profonda rispetto a tutte le altre economie europee, riportando il potere d’acquisto delle famiglie nel 2012 indietro fino ai livelli degli anni Novanta."
E ciò sotto gli occhi di tutti.  A livello di conoscenza afferma che "L’Italia è un’economia industriale ad alto reddito ma ano…

Iera una volta...il mercato di Ronchi

Iera una volta il mercato di Ronchi. Questa è oramai una constatazione di fatto che vivi nei mercoledì ronchesi, giorno per eccellenza del mercato. I mercati sono sopravvissuti ai secoli, alle guerre, al progresso, all'avvento dei grandi centri commerciali che hanno risucchiato nel buco nero della depressione economica i piccoli commercianti, con città sempre più svuotate con il paradosso che vedrai le città finte, create ad hoc per il commercio, essere strapiene.

I mercati resistono, ma faticano a sopravvivere soprattutto quando arriva l'ultimo mercoledì del mese, quando i soldi son già finiti e per le strade del mercato vedrai sempre meno gente.

Un mercato che ha una sua storia importante, noto soprattutto per la sua energia, vitalità, socialità, che paga probabilmente il prezzo di diverse problematicità, da quelle logistiche alla crisi sociale ed economica che si è scagliata su questo Territorio che pur avendo potenzialità enormi per alzare la testa, in questo momento sto…