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Scoperta infiltrata nel movimento di lotta genovese.

Sul sito di contro-informazione indymedia, è stato pubblicato un breve ma particolare documento in merito alla vicenda di una ragazza, che si presume essere stata infiltrata, da parte delle forze dell’ordine, nelle realtà di lotta genovesi.

Per capire il tutto leggete il comunicato che segue:

Comunicato dell’assemblea generale straordinaria di numerose realtà genovesi.

Ciò che scriviamo in seguito tratta di un fatto estremamente grave e pericoloso che riguarda da vicino l’insieme dei movimenti antagonisti genovesi. Scriviamo solo ora che ne abbiamo la certezza assoluta e ne possediamo le prove.

Da due anni una ragazza che ha frequentato parecchi ambiti dei movimenti antagonisti genovesi è stata contattata e pagata dai servizi di intelligence per dare informazioni rispetto alle attività (assemblee, benefit, occupazioni, contestazioni, etc.) e alle persone che ne prendevano parte. Tale lavoro era svolto con incontri in cui venivano fatte domande più o meno specifiche e in seguito supportati da relazioni scritte su ciò che lei osservava e sentiva. Il tutto era poi consegnato al suo “referente”.
Sappiamo che il contatto è avvenuto nei primi mesi del movimento dell’Onda (ottobre 2008), tramite la scusa di collaborare a delle ricerche sulle politiche giovanili. Soltanto nell’estate del 2009 questa ragazza avrebbe realizzato che si trattava di “un’operazione di polizia”; di fatto, a partire dall’occupazione anarchica della Casa (29 luglio) di Castelletto, le domande dell’agente di contatto si sarebbero fatte più pressanti e le richieste più puntuali e particolareggiate (nomi, contenuti e prese di posizione). Il rapporto si sarebbe così manifestato e chiarito per ciò che era (infiltrare una persona per prevenire e monitorare il movimento antagonista genovese) e si è consolidato in un pagamento fisso mensile. I rapporti sono continuati (anche sporadicamente) fino a dieci giorni fa. La ragazza in questione, X.X. di 22 anni, di origine peruviana, studentessa universitaria, in attesa di cittadinanza, è dunque consapevole da almeno un anno e mezzo di lavorare per fornire informazioni all’apparato repressivo. Una volta contattata da alcuni compagni, ha confermato e rilasciato una completa “confessione” (orale e scritta, depositata presso un legale di fiducia che per ovvie ragioni di sicurezza resterà anonimo).
Ogni realtà antagonista genovese e italiana si senta in dovere di allontanare questa persona.
Riterremo altrettanto grave che dei compagni continuino ad intrattenere dei rapporti con quella che si è rivelata un’informatrice.
Per ragioni di sicurezza e incolumità dei compagni che hanno avuto la necessità di esporsi particolarmente in questa odiosa faccenda, auspichiamo che venga garantita l’incolumità di X.X. Sappiamo con chi abbiamo a che fare e ci attendiamo una reazione da parte degli apparati. Con questo documento, dunque, vogliamo rendere pubblico il fatto che qualunque attacco repressivo che potremmo subire in risposta a questa denuncia è da inscriversi nell’ottica di una montatura.

Genova, 20 ottobre 2010
Le compagne e i compagni da Genova
fonte: http://lombardia.indymedia.org/node/32664

Probabilmente la ragazza è stata “utilizzata” visto anche il suo particolare status, con la scusa di effettuare studi, e ricerche, per controllare de facto il movimento antagonista.

E’ altresì particolare la strategia di Stato attuata in tale vicenda,per acquisire informazioni su compagni e strategie di lotta, ovvero aver sfruttato inizialmente la ingenuità di una presunta studentessa straniera.

La cosa grave è che la ragazza, quando ha maturato consapevolezza del suo ruolo, ha continuato a mantenerlo!

La notizia non credo sia sconvolgente, perchè di storie di infiltrati presunti o veri in questo paese se ne conoscono tante, il G8 di Genova ha insegnato molto sul punto; il pregio di questo documento è quello di far aprire gli occhi alla comunità di lotta, non condivido il fatto di aver riportato integralmente il nome della ragazza infiltrata, che io ho deciso di omettere,ciò perchè si pone a rischio l’incolumità fisica di tale persona.

Occorre capire bene come,tale ragazza, sia stata avvicinata dalle forze di polizia,cosa le è stato promesso, e cosa ha fornito allo Stato autoritario a livello d’informazione.

Ma è necessario capire in particolar modo se si è fatta scoprire o è stata scoperta.

Occorre tenere gli “occhi”sempre aperti, ma stiamo ben attenti,compagne e compagni, a ciò che scriviamo. Il fatto dell’allontanamento è più che condivisibile se non scontata come pratica,così come non mantenere rapporti con la persona in questione, ma è un grave errore scrivere pubblicamente ed integralmente il nome di tale persona, specialmente alla luce della strategia della tensione in corso in questo paese da qualche anno che noi tutti e tutte non siamo in grado di governare.
Chi ha orecchie per comprendere spero abbia inteso cosa voglio dire.

Marco Barone

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